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Windows Live Spaces di stefanoFebruary 19 non sei mai solo... Alle 4.45 del mattino suonò la sua sveglia. Tutti dormivano nella casa, cercando di rimanere più silenzioso possibile si alzò e andò a vestirsi. Da bravo montagnino aveva preparato tutto la sera precedente, inforcò lo zaino e scese in strada. E' surreale il paesaggio montano di notte. C'è il silenzio più assoluto, anche la luce dei lampioni è irreale. Prese la strada provinciale che lo avrebbe condotto all'attacco del sentiero, avrebe dovuto fare tanti km prima di raggiungerlo ma non conoscendo la zona era l'unico modo. Apeena partito qualcuno passo a salutarlo, ad augurargli buona giornata: era una volpe che furtiva attraversava la strada col suo mantello rossiccio e la lunga coda. Subito si sentì meno solo e di buon passo, mangiando un panino si mise a camminare lungo il primo paesino. Dopo un pò i lampioni finirono e si fece tutto più buio. Accese la frontale e continuò, ora si sentiva nuovamente solo, quasi si chiedeva: "Ma chi me lo fà fare?" Poi ripensava a quella meravigliosa vetta e a tutte le vette circostanti, voleva calcarle, voleva entrare a far parte del loro mondo. Passando per i paesi spesso sentiva i cani latrare; con un pò di apprensione accelerava il passo per togliersi il più velocemente possibile. Qualche volta si fermava a controllare i nomi dei paesi sulla cartina per essere sicuro di non sbagliare strada, quanto è facile perdersi di notte... Verso le 6.20 quando ormai qualche luce nel cielo preannunciava l'alba la sua strada passò a fianco di una stalla. In controluce vide un grosso cane abbaiare molto forte e molto vicino; il sangue gli si gelò nelle vene, il cuore batteva molto forte, la sua paura gli consigliava vivamente di tornare indietro... "No!". disse, "Non posso rinunciare per uno stupido cane!" , così continuò, col cuore a mille. Dopo qualche minuto era passato, stava per rinunciare al suo sogno per un cane ma aveva vinto la sua paura! Con la gioia nel cuore e le prime luci dell'alba arrivò all'ultimo paesino della strada. Da quì partiva il sentiero! Con la luce sarebbe stato molto più facile ora. Mise via la frontale e tirò fuori qualche biscotto.... continua.... October 13 emozioniE' facile descrivere certi tipi di emozioni?
per me no, forse perchè ancora non le ho fatte mie.
Quelle di Domenica erano così, emozioni forti, inspiegabili, per qualcuno forse incomprensibili. Certo chi mi vedeva zompettare da un cucuzzolo all'altro, da un sentiero all'altro, da un prato all'altro avrà pensato che sono un pò matto o asociale.
E' come essere attratti irresistibilmente, non puoi farne a meno, ne subisci il fascino e gli corri dietro, non ti importa dove ti porterà.. quello che gli altri penseranno di te.
C'è solo lei, la montagna!
E con lei tutto passa, la nausea, l'odio per il ritorno in dicesa, la fatica.
Non sai perchè, il tutto avviene abbastanza in fretta senza che te ne accorgi e il richiamo si fa sempre più forte come la motivazione ad andare su, sempre più su, a far cose sempre più "tecniche" perchè ti sembra che in questo modo entri ancora di più nella sua anima... tu e lei!
C'è una legge vera nella vita impressa in ogni cosa, legge che muove gli astri del cielo in un concerto d'armonia; e in terra canta nei colori della natura, canta nella natura. Il giorno cede il passo alla notte per amore , la notte saluta il giorno per amore. Dal mare sale l'acqua al cielo per amore e l'acqua discende dal cielo al mare per amore. La pianta dà le foglie alla terra per amore. La terra ridona le foglie per amore, un seme cade in terra e muore per amore, la vita germoglia dal solco della morte per amore! September 27 Prima punta in solitariaChe bella giornata, vero? nuvolacce, freddo, ma come si fa ad andare in montagna? :(
Eppure qualcuno oggi in montagna c'è stato!
Partenza ore 8 da casa, un'oretta abbondante di macchina e alle 9:20 si comincia a camminare... si, ma dove?
Me l'ero ripromesso e l'ho fatto! sono alla partenza del Rocciamelone e questa volta si fa tutto!!
Neanche il tempo di arrivare al parcheggio sotto il rifugio "La Riposa" che già sono avvolto dalla nebbia. Scendo dalla macchina inizio a caminare ma fa un freddo cane! altro che pantaloni corti.. mettiamoci sopra i lunghi che è meglio. La giacca però no, sono a 2100 se metto la giacca ora, a 3000 cosa metto??
Tutto infreddolito inizio a camminare.. mi riscalderò. Dopo un km di stradone arrivo al rifugio "la riposa" e le caviglie e i polpacci fanno un male cane come ogni volta. Si scalderanno anche loro! Le nebbie son sempre più fitte visibilità 50 metri poi 10. Meno male che il sentiero è bello chiaro. Mi sento completamente isolato, sono solo, non vedo nessuno, non sento niente se non i miei passi o il tintinnare della borraccia. Ogni tanto qualche fiocco di neve cadendo mi tiene compania mentre un pò di neve è presente sul sentiero. Deve aver nevicato stanotte. Ecco dove avevamo sbagliato strada, tra poco siamo alle "mie" rocce e da lì siamo già al "Cà d'Asti" cioè a metà strada.Eccolo il rifugio! completamente chiuso... è un pò triste così... ci ho messo 1:30 ore.. non male!
Certo che la visibilità è veramente nulla! quasi non vedo dove metto i piedi e fa un freddo cane! Trenta metri sopra il rifugio mi fermo, prendo la giacca la indosso, mi guardo un attimo intorno... noooo, non ci credo, un bellissimo camoscio è accovacciato lì a guardar la valle (se si potesse vedere). Lo ammiro qualche istante e riparto, ciao cugino! Si volta e mi saluta con lo sguardo. E' stato il mio primo incontro in questo mare di nebbia.
Purtroppo ora la strada per me è nuova.. mai fatta. Ed è di quelle in cui perdersi è facile, per fortuna ci sno i segni molto ravvicinati e ci sono anche delle orme sulla neve. Una gran fortuna! non sarebbe carino perdersi quì. Dopo un pò sento qualche rumore vicino, mi aspetto di veder qualcuno ma non viene, passa qualche minuto e mi dimentico poi eccolo, appare un signore che sta scendendo giù. "Scusi quanto manca?" "Beh alla croce mancheranno 200 metri, per la vetta ci metterai ancora un'oretta quì saremo a 3100". Beh dai siam quasi arrivati!! rinfrancato da una presenza umana riprendo il cammino non dimenticando di mangiare in continuazione per non svenire dalla fame e cercando di seguire bene i simbolini e le tracce sulla neve. E in men che non si dica eccomi alla croce!
Il cielo intanto si sta aprendo consentendomi di togliere la giacca e quasi mi spaventa una signora nascosta in un angolo a prendere il sole. Nel frattempo eccolo là, superbo, grandissimo e ancora molto alto rispetto a me! E' bellissimo! Le nubi vanno e vengono ora mostrandomi la vetta ora la valle, che spettacolo!
Ma non bisogna incantarsi troppo che viene il pezzo più ripido. Ma quì non c'è pericolo di perdersi sono sempre sotto la roccia e il sentiero anche se ripido è facile. Incontro una signora che con un lento passo avanza, poi si ferma, riparte ancora. Avrà 65 anni, la ammiro. Eccoci alle corde fisse, sono abbastanza inutili in salita ma dan sicurezza, almeno la sicurezza di essere quasi arrivati! La faccia Di Vittorio Emanuele II mi accoglie in cima! sono colpito dal sole e lo spettacolo è grandioso!
300 metri sotto c'è un immenso mare di nuvole che nascondono tutto quello che c'è sotto. Sembra un enorme ghiacciaio con i suoi crepacci, i suoi muri, le sue gole. Solo il Monviso riesce a sbucare da questa cortina. Sembra guardarmi con l'occhio un pò invidioso: "Quando verrai a trovare anche me?"
Sono le 12.10 e sono a 3500. Una buona occasione per prendere il sole!! anche se con la giacca a vento..
Un gruppo di ragazzi fa festa alla mamma di una di loro. E' la signora che avevo incontrato prima ed ora anche lei è quì a godersi questo paradiso.
Ma non voglio star troppo in vetta perchè non voglio raffreddare le gambe, così dopo un saluto generale si comincia con la parte più dura. La discesa!
Il primo pezzo a corde fisse è fattibile anche se nel primo pezzo il vento ti gela. Dalla croce però fà caldo e togliersi la giacca diventa obbligatorio mentre le nebbie iniziano a salire (o forse son io che scendo verso di loro). Vabbè affrettiamoci che ora si vede ancora bene e il sentiero è poco visibile come prima. Infatti dopo un pò le nebbie mi avvolgono. Sento ancora un rumore che sembra molto vicino... ma ormai ho imparato: sembra vicino ma è un pò distante, probabilmente raggiungerò qualcuno verso la discesa. E invece quì vedo spuntare un ragazzo che sta salendo con un grande zaino. Vorrà mica dormire al rifugio della cima? Che bello sarebbe dormire lì e svegliarsi il mattino dopo per vedere l'alba dal tetto del mondo!
Anche se questo freddo è veramente terribile! Devo mettermi nuovamente la giacca perchè non ce la faccio solo con il pile. Neanche i pinguini si vedono, saranno andati più sud...
Che lungo questo pezzo! Quando arrivo al rifugio? Qualcuno una volta mi ha spiegato che la nebbia può essere bella perchè puoi immaginare che dietro ci sia tutto quello che vuoi. Allora mi immaginavo che dietro la curva c'era il rifugio, no dietro quella balza, beh magari alla curva dopo e passo dopo passo sono arrivato al rifugio. Con talmente tanta nebbia che l'ho scorto solo quando ci ero contro! Mi fermo per bere qualcosa, per caso mi tocco i capelli e mi sembrano brinati. No non è possibile, mi son sbagliato, anche se avevo già notato l'erba tutta bianca. Arrivano altri 2 ragazzi e anche loro son bianchi nei capelli. Cavoli è brina veramente! Ma dove siamo finiti??
Comunque dai ormai manca poco, è impossibile perdersi il sentiero non è più innevato quindi non è più scivoloso e magari sotto farà un pò più caldo. Mi avvio e pezzo dopo pezzo raggiungo il rifugio lì sotto. Sono arrivato, ancora un pochino di stradone e ci sono! Poi quando vedo la macchina laggiù, ancora piccolina, sconforto... basta! voglio arrivare!
Che dolce il tepore della macchina! riscaldamento al massimo e via, si scende e, non ci credo ancora ora, la temperatura del motore invece di alzarsi si abbassava. Basta freddo! Voglio tornare a casa!!! September 20 Cà d'Astiche giornata signorii!!
Poche le ore di sonno prima della sveglia. Il corpo fremeva, la mente volava... la montagna chiamava!
Pronti via... dopo aver caricato tutti, dopo aver bypassato incidenti, dopo aver guidato su stradine da capre finalmente siamo arrivati alla partenza!
Spegnamo il motore, calziamo gli scarponi... inizia l'avventura!
Subito con un bel pezzo ripido, tanto per spaccarci le gambe, un panino in bocca e l'allegria dentro il cuore: finalmente ci sono! Sono troppo carico. Forse alcune letture non mi fanno troppo bene e il richiamo della montagna si fa sempre più forte.. non riesco a star fermo.
Dopo una prima pausa prendo e parto, supero tutti e li distanzio di un bel pò, voglio godermi un momento intimo con lei, voglio godermi lei!
Ed è bello chiudere gli occhi e sentire il calore del sole, il vento, il cinguettio degli uccellini, il verso delle cicale. Tutto è un'armonia di suoni! Pensare, sognare quei grandi alpinisti che tanto amano queste montagne. Chiedersi se mai un giorno...E' una pace!!
Sono pochi momenti ma sono così intensi.. non credevo.
Arrivano gli altri e la salita continua, questa volta tutti insieme, riusciamo a sbagliare sentiero, ma che ci importa? siamo quì!
La salita è impegnativa e qualcuno ne patisce un pò di più. si formano 2 gruppetti, io intravedendo delle roccette molto interessanti mi muovo in fretta, ho voglia di accarezzarle. E' come da me, delle rocce molto basse mi permettono di arrampicarmi senza pericoli sfiorando il terreno e muovendomi di lato. Posso muovermi con calma, nesuno mi aspetta anzi, ho la scusa di dover aspettare qualche ritardatario così mi godo il mio momento, è una gioia!
Appena mi raggiungono facciamo quell'ultimo pezzettino che ci separa dal rifugio. Eccolo finalmente! E' ora di pappa!!
Si mangia, si ride, si scherza, stiamo bene insieme ma è già ora di tornare. La discesa... l'ho sempre un pò temuta, qualche volta odiata, mai amata. Eppure anche lei passa docile e veloce, quasi non mi accorgo!
E siamo di nuovo alla macchina, un ultimo sguardo ai monti e un arrivederci!
Non so quando ci rivedremo ma questo è sicuro: primo poi avverrà!
Non sei tu che ami la montagna... LA MONTAGNA CHIAMA! September 19 in memoria di Karl...Sono cosciente che l’opinione pubblica non è del mio parere,
poiché se veramente non dovessimo più ritornare,
sarebbero in tanti a dire: “Cosa sono andati a cercare là? … Ma chi glielo ha fatto fare? ”.
Una sola cosa è certa, chi non vive la montagna, non lo saprà mai! La montagna chiama!
Karl Unterkircher
Dio del cielo Signore delle cime un nostro amico hai chiesto alla montagna.... Santa Maria signora della neve copri col bianco soffice mantello il nostro amico il nostro fratello Su nel paradiso lascialo andare per le Tue montagne |
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